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DOTT.SSA Erika Massaccesi

Psicologa Clinica e Pediatrica. Psicoterapeuta. Analista Transazionale.

Quando l’amore acceca: l’amore tossico tra Joker e Harley Quinn

Una delle esperienze più affascinanti che ci permette di confrontarci con i nostri bisogni e le nostre maschere sociali è l’innamoramento.  Tutti noi abbiamo sperimentato cosa significa soffrire per amore e come dopo questa esperienza, ci siamo avvicinati ad una comprensione più intima ed autentica di noi stessi. 

Spesso diciamo “con lui o con lei sento di poter essere me stesso” per poi scoprire che quel me stesso è una parte di noi che non conoscevamo così bene!

In fondo avvicinarsi all’altro richiede molto coraggio e fiducia, ed aprire il proprio cuore è l’unico modo per cogliere aspetti di sé che non pensavamo di avere. 

L'INCONTRO AMOROSO

A tutti noi piacerebbe trovare Diabolik o Eva Kant nel nostro cammino, ma spesso l’esperienza che si ha con l’amore, soprattutto in quest’epoca, è quella in cui si incontrano amori destinati ad una tragica fine.

Nel mondo dei fumetti un esempio calzante è la storia tra lo psicopatico travestito da Joker e la dipendente affettiva vestita da Harley Quinn.

Harley Quinn è una psichiatra che lavora nel manicomio criminale di Gotham City. Qui conosce Joker, che quotidianamente le fa avance facendole avere un fiore nel suo studio, lei fa di tutto per incontrarlo e, quando finalmente ci riesce, ne rimane sedotta. Joker è per lei una vera ossessione; non a caso la storia che la rende celebre si intitola “Batman: Amore folle”. Una notte la donna decide finalmente di dichiararsi, liberando il criminale dalla sua cella e fuggendo con lui, ma quando Joker l’abbandona capisce di essere stata solo sfruttata. Successivamente i due si riuniscono, lavorando spesso assieme e separandosi altrettanto spesso. Harley comincia a innamorarsi e, accecata dal suo sentimento, è incapace di rendersi conto di quanto sia psicopatico Joker: in lui vede solo qualcuno che ha sofferto e bisognoso di aiuto.

Loro divisi non sarebbero durati neanche un giorno

LA DIPENDENZA AFFETTIVA

La dipendenza affettiva è un disturbo della relazione che comporta una distorsione della percezione di sé e dell’altro.

Tale modello relazionale disfunzionale, tende a riprodursi come uno stereotipo, per cui è facile ricadere in relazioni tossiche oppure compensare il dolore derivante dalla separazione e dalla paura della solitudine con condotte dannose (uso di alcool, droghe, abbuffate di cibo…).

La situazione che si crea tra JOKER E HARLEY è quella tipica di una relazione tossica in cui LUI si mostra inizialmente comprensivo ed empatico verso una figura bisognosa, assumendo un falso ruolo di Salvatore, finalizzato esclusivamente alla conquista dell’altro per nutrire il proprio EGO.

Nel momento in cui Harley si innamora di Joker, lui alterna all’abbandono tutta una serie di umiliazioni verso la sua partner che ormai è una Vittima e partecipa attivamente ma inconsapevolmente al “Gioco” subendo  spesso le angherie del suo Amato Persecutore.

La relazione fra Joker e Harley Quinn è un esempio portato all’estremo di come l’Amore può rendere cechi fino a perdere il controllo delle proprie azioni: la simbiosi patologica che si è venuta a creare fà sì che invece di rimanere individui separati, si fondano in un’unica persona. In questo modo ognuno di loro risponde ai propri bisogni di dipendenza.

– Harley Quinn: Che cosa vuole fare, uccidermi signor J.? – Joker: Cosa? No, non ti ucciderò. Voglio solo farti male. Molto… molto male.

(Joker & Harley)

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COME IN UNA CAMERA A GAS...

Nel caso di un amore tossico come quello tra Harley e Joker è eclatante l’accecamento, ma ci sono altre forme in cui l’amore diventa una gabbia altrettanto dolorosa tanto da accecare i sensi.

AD ESEMPIO?

Quando a guidarci nel rapporto è solo la passione del momento, si rischia trarre conclusioni affrettate su noi e sull’altro senza darci il tempo di verificarle. Così può accadere che a distanza di tempo, la passione si assopisca e che la relazione amorosa cada nel silenzio dell’abitudine. Può accadere che le persone si convincano e accettino che questa relazione sia l’unica possibilità di essere felici: si è consapevoli di stare in una relazione in cui non ci si sente più felici ma si sceglie ciò che è familiare poiché l’incerto rappresenta un pericolo maggiore. In questo caso l’Amore diventa come una camera a Gas… (faccio riferimento alla canzone della Nannini) …

un amore asfissiante che toglie il respiro, come una  lama sottile, come una scena al rallentatore che scoppia dentro e distrugge tutto, una finta sul ring, questo amore è un gelato al veleno.

L'AMORE E'....

Se Eva Kant e Diabolik rappresentano lo stereotipo della coppia felice è proprio perché l’amore ha permesso ad entrambi di riscattarsi e trasformarsi nel tempo.

Eva, senza Diabolik, non sarebbe la complice insostituibile che conosciamo oggi e così Diabolik, senza Eva,  non sarebbe diventato il personaggio che impara a fare i conti con la propria morale.

Quindi l’amore è prima di tutto trasformazione,  un’opportunità di cambiamento e di illuminazione ma ha bisogno di tempo ed impegno per crescere !

Ha bisogno di in uno spazio in cui si è disposti ad abbandonarsi all’altro sapendo che l’altro può accoglierci e rispettarci ma anche ferirci senza volerlo.

Nell’incontro autentico si può imparare a perdonare e risanare le proprie ferite. 

Insomma possiamo dire che l’amore, quello sano e bello, è quella possibilità che ci è data come esseri umani di condividere le nostre fragilità, di poterci scoprire in un modo nuovo e di sentirci parte di un progetto più grande. 

L’amore è l’unica cosa che cresce quando è condiviso. (Antoine de Saint-Exupéry)

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DOTT.SSA Erika Massaccesi

Psicologa Clinica e Pediatrica. Psicoterapeuta. Analista Transazionale.