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DOTT.SSA Erika Massaccesi

Psicologa Clinica e Pediatrica. Psicoterapeuta. Analista Transazionale.

Come una pianta di alloro, forte e resistente!

Come una pianta di Alloro

Se avete fatto l’esperienza di coltivare una pianta di alloro e di poterla osservare mentre cresce, saprete anche quanto velocemente e con quanta forza cerchi il suo spazio. Sa penetrare il terreno e sa spingersi in alto verso i raggi del sole, adattandosi di volta in volta alle differenti condizioni ambientali in cui si imbatte. Riprendendo un’immagine tratta dal libro di A. Carotenuto “L’anima delle donne” (ed. Bompiani 2001), similmente alla pianta di alloro, anche l’anima delle donne può essere tenace, determinata, forte e protettiva come l’amore di una madre verso suo figlio.

 

Così come la pianta di alloro cresce velocemente anche molte persone rischiano di perdere la percezione del tempo che passa impegnate a raggiungere traguardi sempre più alti, a barcamenarsi tra un impegno e l’altro e perdere così la capacità di godere del momento presente. Impegnarsi in mille faccende è un modo intelligente di non godere e potrei fare numerosi esempi di come l’eccesso di lavoro, di cibo, di fumo o la ricerca coatta di compagnia siano modi in cui si impedisce il Pensiero. Schiacciare compulsivamente il tasto di Facebook o di Whatsapp sul cellulare è un modo di occupare il tempo. Disimpegnarsi dall’essere persone pensanti. Per pensare si ha bisogno di Tempo e ciò significa Fermarsi. Ma ecco “di nuovo quel maledetto dolore alla schiena” proprio prima di partire per le vacanze… “quell’alopecia alla barba che sembra perseguitarmi a fine estate”… di nuovo “le mani si screpolano come se cambiassi pelle”. Il corpo che accusa il colpo di questo ritmo disumano, di questa velocità che non rispetta il nostro ritmo naturale. Il corpo che saggiamente si ribella e si fa portatore di un sintomo. Ci costringe a ricordarci di noi e della nostra caducità.
Così l’alloro sempreverde simbolo di immortalità si scontra con l’immagine di un uomo o di una donna ferita che ha bisogno di piegarsi su se stesso per fermarsi, per dare nome a ciò che sente e dare tempo al dolore di diventare ricordo.
Il mio invito dunque è quello di fermarvi.

Fermatevi! Pensate! Siate consapevoli che oggi pensare è un atto pericoloso, ma voi siate rivoluzionari! Pensate!

“Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica.
La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi.”
CARL GUSTAV JUNG

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Psicologa Clinica e Pediatrica. Psicoterapeuta. Analista Transazionale.