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DOTT.SSA Erika Massaccesi

Psicologa Clinica e Pediatrica. Psicoterapeuta. Analista Transazionale.

Batman è un Eroe? Ombra e Luce del Cavaliere Oscuro.

Come può la storia di un personaggio con più di 80 anni tenerci ancora incollati davanti allo schermo ?

 

 

Confrontarci con i personaggi eroici ci stimola a dare significato alla nostra vita e ad arricchire il Copione che abbiamo scelto per noi. 

Anche la storia di Batman è un’occasione per riflettere sulle scelte che abbiamo preso nella  nostra infanzia e che fanno di noi gli adulti di oggi.

batman

Batman: Eroe o comune mortale?

La lettura psicologica della storia del Cavaliere Oscuro, può esserci di aiuto per comprendere alcuni meccanismi che sono comuni a tutte le persone; Eroi o comuni mortali.  Secondo lo studioso di mitologia comparata Joseph Campbel, il compito dell’Eroe è:

 “quello di ritirarsi nelle zone più scure della psiche, cioè  dove risiedono quelle tendenze, desideri, atteggiamenti che non sono accettati da parte dell’Io e di funzioni non sviluppate o poco differenziate che rimangono perlopiù inconsce. Infine l’Eroe torna da questo viaggio raggiungendo una forma nuova ” 

Scopriamo insieme in che modo il Cavaliere Oscuro ha completato il viaggio dell’eroe di cui scrive J. Campebel.   Sei pronto/a?

Batman, il cavaliere oscuro

Batman è un Eroe notturno, non a caso il pipistrello è l’animale che lo rappresenta, è un vigilante che si è sempre dato delle regole di condotta molto ferree, come il divieto di usare le armi o quella di non uccidere (anche se entrambe sono state infrante spesso nel corso degli anni…). Quello che colpisce del personaggio di Batman è l’oscurità. In un gioco di ombre e di luce, Batman compare e scopare dalla scena.

                                                                                                                                      “si avvolge nel mantello

                                                                                                                                                è proprio Batman”

Considerando la Luce e l’ Ombra come metafore del Bene e del Male, come illustrato dalla teoria junghiana, possiamo notare come Batman prediliga alcuni simboli legati all’Ombra, celando quindi ciò che non tollera di se stesso e mantenendo separati questi aspetti Inconsci da quelli legati alla Luce/Consapevolezza.  

I simboli legati all’Ombra sono la sua maschera, il mantello, il pipistrello, le tenebre, il colore nero, la luce indiretta e l’Alter Ego (Joker).

Il simbolo luminoso di Batman, il Bat-segnale, proiettato sul cielo di Gotham, può essere letto come rappresentazione delle parti Oscure del personaggio che fanno di lui sia “l’ eroe che salva e aiuta i più deboli” sia “colui che arriva dopo che la polizia (la giustizia) non può più intervenire”. 

La Luce, che per un attimo permette a Batman di conoscere alcune parti della sua psiche, quelle del “SALVATORE” lo mette anche di fronte alla sua Ombra; vendetta, rancore, invidia, aggressività…. nell’Oscurità egli può essere il superEroe che veste i panni del pipistrello, si vendica dei cattivi con un controllo totale di sé e dell’Altro e con il ricorso di tutte le risorse possibili (Batmobile, cerbottana, rampino penetra-muri, batrang etc.), quando invece è nella Luce, egli torna a indossare la maschera di un uomo superficiale, egoista e spericolato che non è mai diventato adulto… Bruce Wayne.

Questa distanza così netta tra i due Mondi (LUCE ED OMBRA) gli permette di tenere separati alcuni aspetti della sua personalità invece che integrarli in una forma nuova.

Io sono tanto Bruce Wayne che Batman, non perché ne sia obbligato, no… perché questa è la mia scelta (da Batman Forever).

Come mai per Batman è così importante vivere nell’oscurità?

Secondo Jung l’Ombra è più vicina all’uomo e ne cela l’inaccettabile, così per Batman, restare nell’Ombra è un modo per entrare in contatto con gli aspetti della sua natura istintiva che non sono compatibili con la forma di vita scelta quando veste i panni di Bruce Wayne.

Dal punto di vista morale, mantenendo separata la sua Ombra, Batman può giustificare la mancanza di riconoscimento dei propri limiti e delle proprie azioni. Nell’Oscurità uccidere e vendicarsi è possibile. Nell’oscurità Batman può tentare ancora di salvare la mamma e il papà da tutti i cattivi del mondo.

Restare nell’oscurità per Batman è più tollerabile, ne è un esempio, il bellissimo dialogo tra Alfred e il Signor Wayne nel film “il cavaliere oscuro” di Nolan.

Alfred invita Bruce a riconoscere i propri limiti di uomo e lui risponde che Batman non ha limiti e che lui come Bruce non può permettersi di conoscerli

Un altro meccanismo con il quale Batman resta nell’Oscurità è quello della Proiezione: Batman è spinto a scorgere negli altri quegli impulsi che in realtà sono suoi (appartengono alla sua Ombra) ma che egli nega  di possedere. E’ proprio il meccanismo della Proiezione che porta alla nascita del suo alterEgo: Jocker !

Ricorderete tutti il dialogo di Jocker che dice a Batman:

“Io non voglio ucciderti! … No, tu … tu completi … me! “

Batman e Joker due lati della stessa carta

Batman proietta ciò che teme di sé nella figura di Joker ed ecco che l’Ombra nascosta e allontanata dalla coscienza (Luce) diviene REALE e minacciosa!

Infatti ciò che rimane in Ombra, scrive Jung è: “Ciò che uno non vorrebbe mai essere“ e che inevitabilmente lo perseguita : è meno minaccioso per Batman  disprezzare Joker che accettare la sfida di riconoscere aspetti di sé  che teme ed integrarli con l’intera personalità. 

Tutto ciò che è all’oscuro resta lontano dalla consapevolezza e la follia, la paura di morire, di non farcela, i sensi di colpa, il dolore e l’angoscia sono i temi e le emozioni che dominano l’oscurità di Batman.

Le paure di Batman

Dunque perché Batman è un personaggio così affascinante ? Perché con la sua storia ci permette di percorrere un Viaggio di conoscenza della nostra Psiche e lo fa stimolando in noi paure ed angosce e offrendoci delle possibili soluzioni.

La paura è un’emozione estremamente modellante e di notevole importanza per la vita dell’uomo. La paura, l’angoscia e la disperazione che Batman sente e non accetta come emozioni autentiche lo conducono a diventare egli stesso la sua più grande paura : il pipistrello.

La sua storia ci permette di entrare in contatto con le nostre paure che riguardano, su un piano esistenziale, la disperazione di essere diversi dal nostro sé autentico, l’idea di non riuscire a realizzare il nostro potenziale e il domandarsi se si è realmente un sé duraturo capace di sviluppare una vita ricca di significato e di futuro.

Ma Batman può essere considerato un eroe?

Io credo che Batman sia l’esempio perfetto di come si diventi Vittima delle proprie Emozioni, così spaventose da impedirsi di riuscire a portare a termine il suo compito, cioè quello di Rinascere in una forma nuova, accettando la propria natura e ultimando il suo Viaggio dell’Eroe realizzandosi in una forma nuova. 

 

Batman conosce i demoni della sua psiche ma non se ne riappropria come parti di sé, essi diventano i personaggi con i quali dialogare ed inoltre “Il senso di colpa” per la sua storia, diviene totalizzante e va ad inficiare l’autostima e la possibilità di “meritarsi di vivere”.

The end...

La mancata integrazione di sé, delle zone di Ombra e Luce, di ciò che è Conscio e ciò che rimane Inconscio, non permette a Batman di avere una comprensione obiettiva di sé e degli altri e quindi la possibilità di rapporti veri.

Non è la paura della morte ma la paura di vivere che fa di Batman un personaggio così interessante anche a distanza di 80 anni.

Del resto, chi di noi non si sente rassicurato dal fatto che anche i nostri Eroi hanno paura ?

Non è essere Batman che ti rende un uomo degno; è esattamente il contrario. (Batman of the Future: Il ritorno del Joker)

 

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DOTT.SSA Erika Massaccesi

Psicologa Clinica e Pediatrica. Psicoterapeuta. Analista Transazionale.